Rassegna Stampa
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Cos'è l'autismo

Cos'è l'autismo e come si manifesta

L'Autismo è un disturbo dello sviluppo neurobiologico che impedisce a chi ne è affetto di interagire in maniera adeguata con le persone e con l'ambiente. 
Questo disturbo si manifesta con un'ampia gamma di livelli di gravità, tuttavia tutti coloro che ne sono affetti presentano tipiche difficoltà in tre aree, la così detta triade autistica:

1) Alterazione e compromissione della qualità dell'interazione sociale

2) Alterazione e compromissione della qualità della comunicazione

3) Modelli di comportamento e interessi limitati, stereotipati e ripetitivi

Nel bambino autistico il linguaggio non si sviluppa affatto o si sviluppa lentamente e in modo anomalo (incapacità di iniziare o sostenere una conversazione, uso stereotipato ed ecolalico del linguaggio). 
La comunicazione è prevalentemente gestuale, scarsa la capacità di di attenzione. Il bambino autistico trascorre la maggior parte del tempo da solo, impegnato in attività imitate e ripetitive; non fa amicizia con i coetanei dei quali non riesce a condividerne gli interessi, evita lo sguardo altrui, è incapace di utilizzare la gestualità e l'espressione facciale per regolare l'interazione sociale. 
Tutto questo non perché, come si pensava un tempo, l'autistico voglia estraniarsi dal mondo esterno, bensì perché l'autistico NON RIESCE a comunicare con gli altri, rimanendo prigioniero dentro sé stesso. 
Nel 70% dei casi si associa un ritardo mentale di entità variabile, distorsioni percettivo-sensoriali, assenza di linguaggio (50%) ed epilessia (50%).

Frequenza

L'incidenza della malattia, secondo i dati delle ricerche più recenti, dimostra un costante aumento della casistica che raggiunge valori sicuramente più elevati rispetto ad altre sindromi più note e studiate (vedi Sindrome di Down). Ciò nonostante la ricerca scientifica non ha mai indirizzato la propria attenzione in tal senso, ad eccezione di pochissimi studi effettuati a livello genetico negli ultimi anni.

Ultime frontiere

Le teorie più recenti hanno evidenziato il superamento della visione dell'autismo come patologia primitivamente affettiva e relazionale causata da un disturbo precoce della interazione madre bambino, facendo altresì emergere l'espressione di una patologia neurobiologica ad andamento cronico e fortemente disabilitante. 
Al momento non esiste, quindi, una cura per questa malattia, ma la diagnosi precoce, interventi riabilitativi specifici ed un'educazione strutturata possono potenziare le capacità del bambino, ma anche ridurre i comportamenti problema e migliorare la qualità della sua vita, perché a parità di danno biologico o neurologico, la differenza tra due bambini - e due futuri adulti - la fanno il contesto affettivo familiare e le opportunità di educazione ed inserimento che la vita riconosce loro.

 
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