Rassegna Stampa
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Statuto Aut Aut

ART. 1 – COSTITUZIONE E SEDE

E’ liberamente costituita, con sede in Reggio Emilia, Via Amendola n. 2, presso il Centro per l’Autismo – Settore Neuropsichiatria Infantile, l’associazione di volontariato denominata “AUT-AUT”.

L’associazione è costituita tra i soggetti portatori dell’handicap autistico, i genitori degli stessi e da tutti coloro che vogliono condividerne le motivazioni e il progetto.

L’associazione è costituita per un tempo non determinato.

ART. 2 – PENSIERO E MOTIVAZIONE

Si intende per sindrome autistica la sindrome identificata dalla definizione formulata nelle classificazioni internazionali DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disordes) e ICD (International Classification of Deseases).

Si accetta, in quanto riconosciuto, che l’autismo è la conseguenza di una disfunzione cerebrale piuttosto che un danno d’origine psicologica.

E’ anche riconosciuto che una carenza di servizi appropriati, non adeguatamente formati secondo una cultura biologica dell’autismo, può aggravare l’handicap delle persone autistiche.

ART. 3 – FINALITA’ DI SOLIDARIETA’

L’associazione è costituita per esclusivi fini di solidarietà e, dunque, non persegue scopo di lucro.

ART. 4 – SCOPO E ATTIVITA’

Fine istituzionale dell’organizzazione è lo svolgimento di attività di volontariato prestata a beneficio dei soggetti autistici.

In particolare l’associazione si propone di:

  • promuovere i diritti delle persone autistiche e delle loro famiglie senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, ottenendo a loro nome, a partire da tutte le fonti possibili, dei servizi che assicurino un sostegno, un’educazione, una residenza, una formazione, un lavoro e servizi sanitari adeguati;
  • rafforzare i legami tra le persone autistiche, tra i loro genitori e le loro famiglie;
  • difendere gli interessi delle persone autistiche e delle loro famiglie cooperando con le organizzazioni che rappresentano a livello nazionale ogni sforzo condotto a loro nome;
  • promuovere il più alto livello di conoscenza e competenza possibili presso i professionisti che si occupano di autismo, oltre che favorire lo scambio di informazioni scientifiche più recenti e le tecniche riconosciute;
  • valorizzare le potenzialità terapeutiche della famiglia oltre che riconoscere il suo valore essenziale come irrinunciabile componente educativa e di crescita;
  • promuovere ed attuare la formazione delle persone interessate alle problematiche dell’autismo (insegnanti, terapisti, volontari, ecc;
  • promuovere attraverso seminati, studi, convegni e pubblicazioni il collegamento con associazioni anche straniere, la diffusione della ampia problematica connessa all’autismo;
  • stabilire stretti rapporti di collaborazione, anche mediante il convenzionamento, con enti pubblici (scuola, enti locali, territoriali, ASL, ospedali, istituti di ricerca e cura) e privati, con enti aventi analoghe finalità, al fine di promuovere attività educative, socio-sanitarie, riabilitative, sportive e di avviamento al lavoro e allo scopo di ricercare il necessario sostegno anche finanziario per lo svolgimento delle finalità sociali;
  • promuovere per la creazione di strutture per favorire l’inserimento lavorativo di ragazzi autistici;
  • elaborare ed attuare, anche con la collaborazione di soggetti esterni, progetti sperimentali finalizzati alla gestione integrata di cui al punto che precede.

Per l’attuazione del proprio scopo, l’associazione può intraprendere attività produttive e commerciali marginali ai sensi ed effetti e nei limiti stabiliti dalla speciale disciplina del volontariato.

ART. 5 - FONDO COMUNE E RISORSE ECONOMICHE

Il patrimonio dell’associazione è costituito delle quote versate dagli associati e dai beni a qualsiasi titolo alla stessa acquisiti.

Il fondo comune non è divisibile tra gli associati.

L’organizzazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:

a) contributi degli aderenti;

b) contributi pubblici e di privati;

c) donazioni e lasciti testamentari;

d) rimborsi da convenzioni;

e) entrate da attività commerciali e produttive marginali.

ART. 6 - OBBLIGO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare e, dunque, si chiude il 31 dicembre di ogni anno.

Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio deve essere approvato il bilancio consuntivo – dal quale devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.

Il documento deve essere redatto con chiarezza e precisione e corredato da una relazione degli amministratori.

ART. 7 – CRITERI DI AMMISSIONE E DI ESCLUSIONE DEGLI ASSOCIATI

Possono liberamente aderire all’associazione le persone che ne condividano i fini e i riferimenti ideali (art. 2, 3 e 4) e si impegnino fattivamente per la realizzazione dei medesimi. Sulla domanda per ammissione delibera il consiglio.

L’associato che tenga un comportamento che violi i principi e le prescrizioni del presente statuto, sia contrario ai deliberati degli organi sociali legittimamente assunti o comunque lesivo degli interessi – anche ideali, etici o di immagine – dell’associazione può essere escluso.

Rilevano le gravi inadempienze.

Può essere altresì escluso l’associato che non corrisponda la quota associativa annuale.

Il provvedimento per l’esclusione è deliberato dal consiglio, previa contestazione all’interessato degli addebiti che gli si muovono. La decisione deve essere motivata. All’escluso è dato di ricorrere all’assemblea, impregiudicato il suo diritto di adire il giudice.

E’ dato all’associato di liberamente recedere in ogni tempo dal rapporto associativo.

ART. 8 – DIRITTI E DOVERI DEGLI ASSOCIATI

L’ordinamento dell’associazione è ispirato al principio di eguaglianza. Gli associati in quanto tali hanno pari diritti e pari doveri.

Tutti hanno diritto d’intervento e di voto nell’assemblea e sono parimenti eleggibili alle cariche sociali.

Gli associati hanno diritto di accesso agli atti dell’associazione in generale – fatta eccezione per i dati personali - e in particolare di consultare i documenti relativi all’amministrazione.

Gli associati hanno l’obbligo di prestarsi per la attuazione delle finalità dell’associazione.

Chi è escluso o recede o comunque cessa l’appartenenza all’associazione non ha diritto di ripetere i contributi a qualsiasi titolo versati all’associazione nè di pretendere la quota del fondo comune.

Gli associati non hanno alcun diritto sul patrimonio.

ART. 9 – GRATUITA’ DELLE PRESTAZIONI DEGLI ASSOCIATI

L’attività dell’associazione è ispirata al dovere di solidarietà (art. 2 e 4, 2° comma Costituzione).

Le prestazioni degli associati sono libere, spontanee, gratuite e del tutto disinteressate.

Quindi le medesime non possono essere retribuite in alcun modo, nemmeno dai beneficiari.

Al volontario possono soltanto essere rimborsate le spese effettivamente sostenute per l’attività di volontariato prestata.

ART. 10 – STRUTTRA DEMOCRATICA DELL’ASSOCIAZIONE – LIBERA ELETTIVITA’ E GRATUITA’ DELLE CARICHE

La struttura dell’associazione è democratica.

Le cariche associative sono liberamente elettive e gratuite.

ART. 11 – AMMINISTRAZIONE

L’associazione è amministrata e diretta da un consiglio composto di un numero variabile di membri – da un minimo di cinque a un massimo di nove- eletti dall’assemblea per la durata di due anni, e rieleggibili.

In caso di vacanza della carica, chi viene a mancare è sostituito dal primo dei non eletti all’esito dell’ultimo scrutinio elettorale. Chi subentra resta in carica fino alla scadenza naturale dell’organo.

Il consiglio nomina al proprio interno il presidente, il vicepresidente e il segretario.

Il consiglio può nominare un comitato scientifico per la ricerca, l’aggiornamento scientifico e legislativo. Il comitato, composto anche da non associati, ha funzioni meramente consultive.

Il consiglio si riunisce a discrezione del presidente e, senza ritardo, quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei suoi membri.

Il consiglio è investito dei più ampi poteri per la amministrazione sia ordinaria che straordinaria dell’associazione.

Il consiglio organizza e dirige l’attività e il funzionamento dell’associazione.

Per la validità delle deliberazioni del consiglio occorrono la presenza della metà più uno dei suoi membri e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Il voto è palese.

ART. 12 – RAPPRESENTANZA

Il presidente del consiglio è presidente dell’associazione.

Spetta al presidente la rappresentanza dell’ente di fronte ai terzi e in giudizio.

Al presidente è altresì riconosciuta una privilegiata funzione di impulso e di coordinamento degli organi associativi.

In caso di impedimento del presidente, ne fa le veci il vice presidente. L’intervento del vice-presidente costituisce di per sé solo, per i terzi, prova dell’impedimento del presidente.

ART. 13 – ASSEMBLEA – PRINCIPIO DI SOVRANITA’ E PRINCIPIO DEL VOTO SINGOLO

E’ costituita in assemblea l’universalità degli associati.

L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione.

L’assemblea è formata dai soci che tali risultino iscritti al tempo della convocazione.

L’assemblea si riunisce una volta all’anno per approvare il bilancio, ogni due anni per il rinnovo delle cariche, quando ne sia ravvisata la necessità e, senza ritardo, quando lo richieda almeno un decimo degli associati.

La convocazione avviene mediante avviso personale da inoltrare al domicilio dell’iscritto anche a mezzo e-mail, almeno venti giorni prima della data stabilita per la seduta. L’avviso deve contenere l’indice analitico degli oggetti da trattare.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli iscritti.

In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

Per l’elezioni alle cariche sociali risultano eletti i candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti al primo scrutinio. A parità di voti è eletto il candidato più anziano per iscrizione.

Per modificare lo statuto occorrono la presenza di almeno la metà degli aventi diritto e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio è necessario il voto

favorevole di almeno i tre quarti degli associati.

Ciascun associato ha diritto soltanto ad un voto.

E’ dato il voto per rappresentanza: l’associato che interviene non può essere portatore di più di due deleghe.

L’assemblea ha, tra l’altro, i seguenti compiti;

a) approva i programmi ed esprime gli indirizzi generali dell’associazione;

b) approva il rendiconto redatto dal consiglio e l’unita relazione di quest’ultimo;

c) stabilisce l’ammontare annuale della quota associativa;

d) approva modifiche al testo dello statuto su proposta del consiglio;

e) elegge i membri del consiglio, fatta eccezione per i primi amministratori che sono nominati nell’atto costitutivo;

f) elegge i revisori dei conti;

g) delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione.

L’assemblea conosce altresì di ogni questione sottoposta al suo esame dal consiglio.

La deliberazioni assembleari devono constare da apposito verbale redatto dal segretario e sottoscritto anche dal Presidente.

ART. 14 – IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Il collegio dei revisori è l’organo di vigilanza dell’amministrazione. Il collegio controlla l’amministrazione, vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, accerta la regolare tenuta della contabilità, vigila sul buono andamento della gestione.

L’ufficio è gratuito e può essere ricoperto anche da non associato.

Il collegio è composto di tre membri effettivi e due supplenti eletti anche tra non associati.

ART. 15 – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE E DEVOLUZIONE DEI BENI

In caso di scioglimento dell’associazione, i beni residuati dopo la liquidazione devono essere devoluti esclusivamente per fini solidaristici a norma della speciale disciplina del volontariato.

ART. 16 – NORMA DI RINVIO

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, si richiama la disciplina speciale del volontariato e, in difetto, le disposizioni contenute nel codice civile.

 
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